Che cosa accade a una casa quando vi si recita il Corano?

Disse l’Imam Alì (la pace sia con lui):
«La casa in cui viene recitato il Corano e ricordato Allah è piena di benedizioni (barakah), gli angeli vi sono presenti, i demoni la evitano, e risplende per gli abitanti dei cieli come le stelle risplendono per gli abitanti della terra». (Usul al-Kafi, vol. 2, pag. 610)
Per la mentalità moderna, questa narrazione ha qualcosa di straordinario.
Noi tendiamo a pensare alla realtà come a ciò che possiamo vedere, sentire, misurare e verificare fisicamente. Ma i nostri sensi ci offrono solo una finestra limitata sulla realtà.
Percepiamo il mondo fisico attraverso tre dimensioni spaziali. Possiamo descrivere matematicamente realtà che vanno oltre ciò che possiamo percepire direttamente, eppure non possiamo effettivamente sperimentarle attraverso i nostri sensi ordinari.
E se persino il mondo fisico contiene realtà che vanno oltre la nostra capacità di percepire, quanto più dovremmo riconoscere i limiti dei nostri sensi quando si tratta dell’Invisibile?
SubhanAllah.
L’Islam insegna che il mondo visibile è reale, ma non rappresenta la totalità della realtà. Il ghayb – l’Invisibile – non è un regno immaginario disgiunto dal nostro mondo. Fa parte di una realtà più ampia che si interseca con la nostra esistenza, anche se normalmente non possiamo percepirla.
Questo conferisce alla narrazione una profondità completamente diversa.
Descrive gli effetti del Corano e del dhikr nelle nostre case, ma non solo nei modi in cui noi potremmo comunemente pensare al beneficio.
Una casa possiede una realtà fisica: muri, mobili, persone, conversazioni e suoni.
Ma la narrazione suggerisce che una casa possiede anche una dimensione spirituale che va oltre il suo aspetto fisico, e che il Corano e il dhikr influenzano profondamente tale dimensione.
Quando il Corano viene recitato e Allah ricordato, la narrazione ci dice:
La barakah aumenta.
Gli angeli sono presenti.
Gli shayatin fuggono.
Nulla appare necessariamente diverso.
I mobili non si sono mossi. Le pareti non sono cambiate. Potremmo non percepire nulla di insolito.
Eppure, secondo la tradizione, qualcosa di reale è cambiato nella realtà invisibile di quel luogo.
Un modo utile per comprendere i tre elementi è:
Gli angeli sono esseri reali e invisibili, disciplinati all’obbedienza ad Allah.
Gli shayatin sono esseri reali invisibili che si oppongono all’obbedienza ad Allah e associati all’inganno degli esseri umani.
E la barakah è la benedizione divina e l’incremento della bontà e del beneficio che Allah pone in qualcosa.
La narrazione descrive quindi qualcosa di più di una semplice atmosfera piacevole o di una sensazione di pace.
La casa diventa un ambiente in armonia con il Divino: gli angeli sono presenti, le shayatin si ritirano e la barakah pervade lo spazio.
Poi giunge l’immagine straordinaria:
La casa risplende per gli abitanti del cielo come le stelle risplendono per gli abitanti della Terra.
Ma cosa significa “i cieli” in questo contesto?
Nella tradizione islamica, al-samāwāt non sono semplicemente un sinonimo di Paradiso, né dovremmo automaticamente equipararli allo “spazio esterno” nel senso astronomico moderno. Il Corano parla di molteplici cieli e del cielo più vicino, ornato di stelle. Essi appartengono al più ampio cosmico e invisibile ordine creato, la cui natura completa trascende la nostra percezione ordinaria.
La narrazione non ci chiede quindi necessariamente di immaginare degli angeli fisicamente in piedi da qualche parte sopra l’atmosfera che guardano le nostre case dall’alto.
Ci invita piuttosto a contemplare un profondo ribaltamento della prospettiva:
Osserviamo il cielo notturno e vediamo innumerevoli punti luminosi. Dalla prospettiva del regno celeste, anche alcune case sulla Terra appaiono luminose, proprio come per noi le stelle.
Ciò che appare del tutto ordinario e insignificante dal nostro punto di vista terreno può risultare evidente e luminoso da una prospettiva celeste.
Non vogliamo ridurre tutto ciò a “energia”, vibrazioni, frequenze o a qualche forza fisica sconosciuta. Angeli, barakah e luce spirituale appartengono al regno dell’Invisibile. Non sono necessariamente fenomeni che i nostri strumenti fisici possono rilevare.
La lezione più profonda è che ciò che accade nelle nostre case può avere un impatto che va ben oltre ciò che possiamo percepire.
Una persona seduta tranquillamente nel proprio salotto, recitando il Corano, potrebbe pensare:
Sto solo leggendo.
Ma la tradizione ci dice che la realtà potrebbe essere ben più complessa.
La casa sta ricevendo barakah.
Gli angeli sono presenti.
Gli shayatin si ritirano.
E la casa risplende nei cieli.
Riflettiamo su come questo influisca sulla nostra comprensione di una casa ordinaria.
Non è semplicemente il luogo in cui mangiamo, dormiamo, lavoriamo e ci intratteniamo. È un luogo situato all’interno di una realtà molto più ampia, che i nostri sensi ci rivelano solo in parte.
Forse, quindi, la domanda non è semplicemente:
“Ho tempo per recitare il Corano a casa?”
Bensì:
“Cosa porto nella mia casa quando recito il Corano e ricordo Allah?”
Perché, stando a questa narrazione, si potrebbe pensare di stare semplicemente recitando delle parole in una stanza qualunque…
mentre, nell’Invisibile, quella stanza si trasforma in un ambiente in armonia con il Divino: gli angeli sono presenti, gli shayatin si ritirano, la barakah pervade lo spazio, e la casa risplende come una stella.
SubhanAllah.
I nostri sensi ci offrono una finestra sulla realtà, non sulla realtà nella sua interezza.
Traduzione a cura di Islamshia.org © È autorizzata la riproduzione citando la fonte