Comunicato del Grande Ayatullah Jafar Sobhani per il martirio dell’Imam Khamenei

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
“In verità, apparteniamo ad Allah e a Lui ritorneremo” (Sacro Corano)
“La vita non è altro che fede e jihad” (hadith)
La notizia dell’ingiusto martirio della Guida della Repubblica Islamica dell’Iran, l’Ayatullah Khamenei, così come il martirio di un gruppo di comandanti dei Guardiani della Rivoluzione e dell’Esercito, e l’uccisione di numerosi compatrioti oppressi, in particolare donne e bambini indifesi, hanno creato un’ondata di dolore e commozione nella Ummah islamica e in particolare nella nobile nazione iraniana.
Porgo le mie condoglianze all’Imam dell’Era (l’Imam Mahdi), che Dio affretti la sua parusia, all’intera Ummah islamica – in particolare ai grandi sapienti e alle autorità religiose – e soprattutto alle famiglie dei martiri. E chiediamo a Dio Onnipotente di concedere loro alti ranghi, immensa misericordia e compiacimento divino.
L’Ayatollah Khamenei è stato un vero esempio del detto “La vita non è altro che fede e jihad“. Dalla sua giovinezza fino agli ultimi istanti della sua nobile vita, ha lavorato con la penna, la parola, l’anima e il cuore per spiegare gli insegnamenti dell’Islam e amministrare saggiamente il Paese, fino al giorno in cui ha ottenuto la grande grazia del martirio nel mese sacro del Ramadan ed è diventato ospite del suo avo, il Maestro dei Devoti Imam Ali (as).
Chiediamo a Dio Onnipotente di non lasciare senza risposta il sangue innocente di questo popolo oppresso e di vendicarsi dei loro nemici malvagi, nefasti e crudeli, e chiediamo alla grande nazione dell’Iran di preservare la coerenza e l’unità della parola.
Dio Onnipotente è il protettore di questo Paese e di questo ordinamento.
La pace sia con voi, la misericordia di Dio e le Sue benedizioni.
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