Al-Qantara

Al-Qantara 

Nell’immaginario dei popoli europei i rapporti tra mondo islamico e Occidente non richiamano visioni idilliache. Le raffigurazioni di crociate, incursioni piratesche, battaglie di terra e mare sono certamente preponderanti su ogni altra considerazione: Poitiers, Lepanto, Vienna, nomi e date appaiono in articoli e pubblicazioni, divenuti ormai oggetto ed ispirazione di dipinti, opere letterarie, musicali.

Questa vasta utilizzazione ha determinato una iconografia eroico-religiosa ricca di echi militari e guerreschi in cui una cristianità minacciata nei suoi possedimenti e nella sua stessa esistenza combatteva navi con la mezzaluna e uomini col turbante.

Esempi di tale genere sono facilmente rintracciabili nei musei, nelle chiese e biblioteche sparsi per l’Europa. Così anche nel folclore: il pensiero corre veloce alla “giostra del saracino”, classica quintana di Arezzo, o ai canti popolari delle zone rivierasche del sud Italia, nei quali la temibile scorreria saracena sembra dopo secoli ancora incombente. Non sono da meno certe celebrazioni cattoliche di carattere storico- religioso in cui uomini d’arme e di chiesa sono elevati alla gloria degli altari. Si tratta di citazioni emblematiche che valgono come esempio. La celebrazione della Madonna delle Milizie a Scicli in Sicilia e la santificazione del monaco Marco D’Aviano, sepolto nella Kapuzinerkirche a Vienna richiamano perciò avvenimenti diversi nel tempo e nel luogo ma accomunati dalla medesima volontà di commemorare un antagonismo che interessò il bacino del Mediterraneo e l’intero continente europeo.

Questa permanente rivalità si esercitava però lungo frontiere certe ma non immutabili, attraversava confini in perenne movimento, soggetti alle alterne vicende delle guerre e delle alleanze. Il limes, confine fluttuante tra Islam e cristianità, influenzava la religione, la cultura, le scienze. Questi benefici apporti inevitabilmente si riversavano come nei vasi comunicanti dalla civiltà più progredita ed aperta verso aree socialmente arretrate. Una osmosi continua, in cui per secoli il primato dello scibile e dei costumi era una prerogativa della società musulmana e gli altri paesi erano debitori.

In questo contesto il mare Mediterraneo, sorta di continente liquido, ha sempre rappresentato una opportunità più che un limite. Un mare interno solcato continuamente da navi, in cui la lingua franca fu per secoli l’arabo, poi l’italiano, un crocevia di commerci, scambi culturali, storie di uomini. Un mondo non privo di violenza, ma senza traccia di ottuse contrapposizioni. I paesi musulmani e cristiani beneficiavano di un costante dialogo, possibile perché i rapporti erano fondati sul rispetto reciproco. Questo clima favoriva viaggi ed ambascerie, come quelli di Pietro Della Valle, inviato dal papa nel 1616 presso lo scià Abbàs, ed innumerevoli conversioni all’Islam, storie personali non solo di umili pescatori o mercanti ma anche di uomini famosi, dal frate Anselmo Turmeda nel 1387 ad Edoardo Agnelli convertitosi di recente all’Islam.

I legami storici tra l’Islam e la cristianità sono complessi e interessanti, come emerge da queste poche note; somigliano alla trama di un grande tappeto, un variegato e colorato kilim ricco di nodi e intrecci. Un tessuto fitto, leggiadro, che si estendeva da Ceuta al Caucaso, passando per i Balcani e la Palestina, una rete di relazioni e scambi che promuoveva la competizione ma anche lo sviluppo. Un clima molto diverso quindi rispetto alla rigida contrapposizione creata dal nuovo colonialismo. Il teorema dello “scontro di civiltà”, così incoraggiato dai media europei, ha rivelato i suoi obiettivi: seminare paura e sospetto verso l’Islam, giustificare le aggressioni ai popoli musulmani, cancellare le esperienze secolari intercorse tra due civiltà.

Una strategia diabolica che per avere successo deve falsificare la storia ed ignorare i rapporti intercorsi fra la civiltà islamica, cristiana ed ebraica.

Con l’intento di contrastare questo perverso disegno abbiamo scelto di inserire in questa rubrica vari esempi che illustrino le relazioni del mondo islamico con le culture vicine.

Non seguiamo uno schema rigido, riteniamo interessante a tal fine presentare delle macro categorie che possano contenere, in modo speriamo esaustivo e non caotico, episodi e presenze degni di attenzione. Evidenziamo perciò notizie sulla presenza musulmana in Europa, tracce nell’arte e nel linguaggio, storie di conversioni, segnalazioni librarie etc., sperando con l’aiuto di Iddio (Gloria a Lui l’Altissimo) di essere chiari ed utili sulla via del dialogo e della reciproca comprensione. Il nome“Al Qantara” (ar. Il Ponte) dato alla rubrica, esprime perciò questo nostro desiderio: una modesta ricerca in cui ci si confronta con la storia con onestà intellettuale, adottando un metodo di lavoro alieno da faziosità e propaganda. La rubrica si articola come impegno corale, sono quindi benvenuti i contributi dei lettori che possono essere recapitati a: imam_mahdi59@yahoo.it

Writer : shervin | Comments Off on Al-Qantara Comments | Category : Al-Qantara

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