Metodo e condizioni dell’abluzione rituale

METODO E CONDIZIONI DELL’ABLUZIONE RITUALE

 

 

Essere in stato di purità rituale è uno degli elementi più importanti della legge Islamica (shari’ah), poiché senza di esso la preghiera del credente è invalida. Il presente articolo mostra in maniera sintetica il procedimento essenziale di questa pratica, con prove desunte dal Corano e dalla sunna, ed è suddiviso in due parti: la prima è relativa al metodo dell’abluzione e la seconda alle sue condizioni.

 

Si ricordi che le prove che vengono esposte qui di seguito a sostegno delle regole presentate sono soltanto un’esposizione minima e parziale di tutte quelle che vengono discusse nella giurisprudenza (fiqh) e nei principi di giurisprudenza (usul al-fiqh).

 

Metodo

L’abluzione rituale (wudhu’) consiste di due lavaggi e di due detersioni. Il Sacro Corano afferma: “Oh voi che credete! Quando vi accingete alla preghiera lavatevi i vostri volti e le vostre mani fino ai gomiti e detergete una parte delle vostre teste e [una parte] dei vostri piedi fin alle caviglie”[1].

 

Il volto deve essere lavato dall’inizio dell’attaccatura dei capelli fino alla fine della propria barba facendovi passare la mano dalla lunghezza orizzontale che dal pollice giunge a quella del medio. In una tradizione autentica Zurarah riporta che l’Imam al-Baqir (as) abbia detto: “Il volto riguardo al quale Iddio ha detto che non è bene lavare in eccesso o in difetto – poiché l’eccesso non apporta ricompense e il difetto è un peccato – è quello racchiuso tra la punta del dito medio e quella del pollice e deve essere lavato dalla prima linea dell’attaccatura dei capelli fino alla barba. Il volto è [proprio] ciò che viene incluso tra le dita”. A questo punto Zurarah chiese se le tempie fossero da considerarsi come parte del volto. L’Imam rispose: “No”[2].  Riguardo alla catena di trasmissione di questa tradizione vedasi anche la “Mashikhah” dello Shaykh al-Saduq[3].

 

Durante l’abluzione non è permesso lavarsi il volto dal basso verso l’alto. In una tradizione autentica Zurarah riporta che una volta l’Imam al-Baqir (as) descrisse l’abluzione dell’Inviato d’Iddio (S) nel modo seguente: “[L’Imam al-Baqir] chiese un contenitore d’acqua. [Una volta giunto] vi immerse la sua mano destra e si riempì il palmo di acqua, poi la fece scendere dall’alto del volto [fino alla barba] e si deterse entrambi i lati [facciali], poi immerse la mano sinistra nel contenitore e la passò sulla destra per versarla sull’avambraccio sinistro e detergere l’altro lato, poi immerse la mano destra nel contenitore e passò l’acqua sulla sinistra per poi ripetere [dall’altro lato] quello che aveva fatto in precedenza, poi con l’umidità rimasta nella mani deterse la propria testa e piedi senza immergere [nuovamente] la mano nel contenitore”[4]. Inoltre si tenga in considerazione il “principio della preoccupazione” (asalah al-ishtighal) studiato nei principi di giurisprudenza, in accordo al quale si deve compiere sempre ciò che ci assicura di adempiere al nostro dovere in maniera completa. Se il volto venisse lavato facendosi passare la mano dal basso verso l’alto esisterebbe il dubbio se l’acqua abbia raggiunto o meno tutte le parti della faccia.

 

Le mani (yad) vanno lavate “fino ai gomiti”. Nel linguaggio classico il termine “yad” si riferisce all’intero braccio. L’espressione “fino ai gomiti” pone il limite della parte che deve essere lavata. Quindi in questo caso il significato della preposizione “ila” (fino) è lo stesso della preposizione “con”. Tale caratteristica non è peculiarità esclusiva di questo versetto ma anche di altri[5]. Se la preposizione “ila” indicasse soltanto la direzione, si dovrebbe considerare il versetto in accordo al “principio dell’omnicomprensività” (asalah al-itlaq) e lavare tutto il braccio. La preposizione “fino”, in questo caso, possiede piuttosto un significato come quello della seguente espressione: “Dipingi il muro fino al soffitto!”. Ciò non significa che si debba necessariamente dipingere unicamente dal basso verso l’alto.   

 

Per quanto concerne la direzione in cui il lavaggio deve essere compiuto, vale a dire se questa debba essere effettuata dalle mani verso i gomiti o viceversa, tutti i giuristi Imamiti sono sempre stati concordi che si tratta di far scendere l’acqua dai gomiti fino alle punta delle dita delle mani all’infuori di Sayyid al-Murtadha (deceduto nel 436 H.) e Ibn Idris al-Hilli (deceduto nel 598 H.)[6]. Diverse tradizioni sembrerebbero sostenere l’opinione prevalente come la seguente: “Lavatevi l’avambraccio dal gomito alla mano [kaff] e non tornate indietro verso il gomito”[7]. In ogni caso la tradizione di Zurarah che abbiamo citato in precedenza utilizza chiaramente l’espressione “asdalaha” (versarla), la quale indica l’atto di “scendere”.

 

E’ obbligatorio lavarsi prima l’avambraccio destro e poi quello sinistro. In una tradizione autentica Mansur Ibn Hazim chiese all’Imam al-Sadiq (as) riguardo a un uomo che compie l’abluzione e inizia con il lavaggio dell’avambraccio sinistro prima di quello destro. L’Imam rispose: “Si lavi quello destro e ripeta [il lavaggio] di quello sinistro”[8]. Questa tradizione, così come altre, non proibiscono il lavaggio contemporaneo degli avambracci ma l’impossibilità di una tale azione rende ovvia l’opinione corrente.

 

E’ obbligatorio detergersi la parte frontale della testa. In una tradizione autentica Muhammad Ibn Muslim riporta che l’Imam al-Sadiq (as) abbia detto: “La detersione della testa deve essere fatta sulla parte frontale”[9]. Le tradizioni che permettono la detersione di altre parti nella testa[10] vennero enunciate in occasioni particolari a causa della dissimulazione (taqiyyah). Non a caso tutti i discepoli degli Imam hanno sempre agito contrariamente ad esse.

 

Lavarsi una parte della testa e dei piedi è sufficiente e non c’è bisogno di un lavaggio totale. In una tradizione autentica Zurarah e Bukayr hanno riportato che l’Imam al-Baqir (as) abbia detto: “E’ sufficiente detergersi una parte della testa e la parte dei piedi che dalle caviglie giunge alle punta delle dita [dei piedi]”[11].

 

I piedi vanno detersi e non lavati. Ciò viene chiaramente dedotto dal versetto coranico sull’abluzione: “Oh voi che credete! Quando vi accingete alla preghiera lavatevi i vostri volti e le vostre mani fino ai gomiti e detergete una parte delle vostre teste e [una parte] dei vostri piedi fin alle caviglie”[12]. In accordo ad una interpretazione grammaticale la lettera araba “ba”, indicante “una parte” dei piedi, è stata omessa e per questo la parola “arjul” (piedi) si trova in forma accusativa. Comunque, in accordo ad un’altra interpretazione, il termine “arjul” si riferirebbe direttamente al verbo che lo precede “amsahu” (detergete). In entrambi i casi la conclusione rimane invariata. Alcuni sapienti non-Imamiti hanno però considerato la congiunzione “e” che precede l’espressione “dei vostri piedi” correlata all’espressione “i vostri volti” a motivo della sua forma accusativa. Essi sostengono la loro opinione riportando una famosa espressione che si trova nei libri di grammatica che è: “juhr-un dhubb-in khurab-in”. In questo caso il termine “khurab”, nonostante sia nella forma accusativa, viene scritto con quella genitiva, poiché segue la parola che lo precede. Di conseguenza questi sapienti ritengono che se il termine “arjul” fosse correlato al termine “ru’usikum” (vostre teste) avrebbe comunque dovuto essere scritto in forma genitiva. Ma la risposta a questa teoria è semplice, poiché ci stiamo riferendo a due frasi distinte. La sequenza della congiunzione (ma’tuf) e la parte a cui si riferisce (ma’tuf ‘alayhi) non possono esistere in due sentenze separate. Inoltre si ricordi che un nome è sempre correlato al verbo e non alla frase che lo precede, e tale verbo, in questo caso, è “amsahu” (detergete).

 

E’ obbligatorio detergere prima il piede destro e poi quello sinistro. In una tradizione autentica Muhammad Ibn Muslim riporta che l’Imam al-Sadiq (as) abbia detto: “Detergetevi i piedi e iniziate da quello destro”[13].

 

Nonostante sia un’usanza comune detergersi i piedi dalla punta delle dita fino alle caviglie, non ci sono problemi nel farlo dalle caviglie fino alle punta dei piedi. In una tradizione autentica Hammad Ibn ‘Uthman riporta che l’Imam al-Sadiq (as) abbia detto: “Non ci sono problemi nel detergersi i piedi in una direzione o nell’altra”[14].

 

La detersione deve essere compiuta con l’acqua che si è utilizzata in precedenza durante i lavaggi dell’abluzione. In una tradizione autentica Zurarah riporta che l’Imam al-Baqir (as) abbia detto: “Detergiti con l’umidità della tua mano destra la tua fronte e con ciò che rimane di tale umidità [detergiti] il dorso del piede destro e detergiti con l’umidità della mano sinistra il dorso del piede sinistro”[15]. Questa tradizione è prova anche del fatto che il piede destro deve essere deterso dalla mano destra e il piede sinistro deve essere deterso dalla mano sinistra.

 

Condizioni

La prima condizione da dover essere rispettata durante l’abluzione è l’intenzione, la quale è obbligatoria per tutti gli atti di adorazione. Una nobile tradizione afferma: “Quando il servo compie un atto chiedendo il compiacimento d’Iddio e la Dimora Finale ma gli entra [nel cuore il desiderio di] soddisfare un individuo, questi è un politeista”[16]. Il fatto che l’abluzione rituale debba essere considerato un atto di adorazione è cosa nota e risaputa, generazione dopo generazione, sin dal periodo degli Infallibili (as).

 

L’acqua utilizzata durante l’abluzione deve essere ritualmente pura. In una tradizione affidabile Sama’ah riporta che un uomo era in possesso di due contenitori, uno dei quali era ritualmente impuro ma non sapeva quale. Quando chiese all’Imam al-Sadiq (as) cosa avesse dovuto fare rispose: “Sbarazzarsene e compiere il tayammum[17].

 

L’acqua non deve essere usurpata poiché nessuna azione proibita deve essere compiuta durante gli atti di adorazione, e l’usurpazione è una di queste.

 

L’acqua deve essere assoluta e non mescolata con altre sostanze. Il sacro Corano afferma: “Se non trovate acqua compiete il tayammum[18]. Il termine onnicomprensivo “acqua” viene sempre utilizzato in riferimento al suo significato letterale di “acqua assoluta” a meno che non vi siano evidenze che indichino un significato metaforico. I dettagli di questa discussione vengono forniti scrupolosamente nei libri dei principi di giurisprudenza. Di conseguenza il termine “acqua” utilizzato nel versetto coranico indica l’acqua assoluta la quale, se viene a mancare, lascia spazio al tayammum e non ad altri tipi di acqua.

 

L’abluzione rituale deve essere compiuta in accordo alla sequenza che è stata menzionata. In una tradizione autentica Zurarah riporta che uno dei Sadiqayn[19] (as) abbia detto riguardo ad u uomo che aveva iniziato l’abluzione dal lavaggio degli avambracci prima di quello del volto: “Inizia come Iddio ha iniziato [nel Suo Libro] e ripeti [correttamente] l’atto che hai compiuto”[20].

 

Durante l’abluzione non deve essere lasciato un lasso troppo lungo di tempo tra un atto e l’altro. In una tradizione autentica Mu’awiyah Ibn Wahab chiese all’Imam al-Sadiq (as) riguardo ad un uomo che aveva finito l’acqua nel mezzo della sua abluzione e chiese alla sua serva di portagli altra acqua e questa ritardò. Nel frattempo l’acqua presente nel suo corpo con cui aveva iniziato l’abluzione si era asciugata. L’Imam rispose: “Che ripeta [l’abluzione]”[21].

 

Infine si tenga presente che l’abluzione deve essere compiuta in prima persona e senza l’aiuto di altre persone. Non a caso il sacro Corano si rivolge direttamente ai singoli credenti: “Oh voi che credete! Quando vi accingete alla preghiera lavatevi i vostri volti e le vostre mani fino ai gomiti e detergete una parte delle vostre teste e [una parte] dei vostri piedi fin alle caviglie”[22].

 


[1] Sura al-Ma’idah:6.

[2] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 17 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 1.

[3] Man la yahduruhu al-faqih, vol. 4, parte finale.

[4] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 15 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 10.

[5] 3:52, 4:2 e 11:52.

[6] Al-Intisar, p. 16; al-Sara’ir, p. 17.

[7] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 15 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 3.

[8] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 35 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 2.

[9] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 22 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 2.

[10] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 22 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 6.

[11] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 23 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 4.

[12] Sura al-Ma’idah:6.

[13] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 34 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 2.

[14] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 20 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 2.

[15] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 31 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 2.

[16] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 11 dall’introduzione sugli atti di adorazione, tradizione 11.

[17] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 8 del capitolo sull’acqua assoluta, tradizione 2.

[18] Sura al-Ma’idah:6.

[19] Con l’espressione “Sadiqayn”, che letteralmente significa “i due veritieri”, si intendono l’Imam al-Baqir (as) e l‘Imam al-Sadiq (as). Zurarah fu un discepolo di entrambi questi Imam.

[20] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 35 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 1.

[21] Wasa’il al-Shi’ah, paragrafo 33 del capitolo sull’abluzione rituale, tradizione 3.

[22] Sura al-Ma’idah:6.

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Writer : shervin | Comments Off on Metodo e condizioni dell’abluzione rituale Comments | Category : Giurisprudenza

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