Le condizioni dell’Imam Khamenei ai paesi europei coinvolti nell’accordo nucleare

LE CONDIZIONI DELL’IMAM KHAMENEI AI PAESI EUROPEI COINVOLTI NELL’ACCORDO NUCLEARE

La sera del 23 maggio 2018, nel settimo giorno del santo mese di Ramadan, i capi delle istituzioni della Repubblica Islamica, insieme a diversi alti dirigenti e responsabili politici, sociali, militari e culturali della nazione, si sono incontrati con l’Imam Khamenei.

La Guida della Rivoluzione, nel corso dell’incontro, ha detto:

Dall’inizio della Rivoluzione fino ad oggi gli Stati Uniti hanno commesso ogni tipo di ostilità per colpire la Repubblica Islamica, pianificando vari complotti politici, economici, militari e propagandistici contro la Repubblica Islamica. Tutte queste azioni avevano l’obiettivo di “rovesciare” il nostro ordinamento islamico, un termine che hanno ripetuto costantemente, per nulla nuovo.

Tutti i loro complotti sono falliti. Potete confrontare la Repubblica Islamica oggi rispetto a quaranta anni fa, e vedere come è avanzata potenziando le sue varie capacità. Tutti i loro complotti sono quindi falliti…come quelli di Tom nel famoso cartone Tom e Jerry, e continueranno a fallire! Non abbiamo dubbi sul fallimento del nemico e chiunque abbia familiarità con la dottrina islamica ne è consapevole.

L’attuale presidente americano non avrà un destino migliore di quello dei suoi predecessori, come Bush, gli altri Neocon e Reagan, e anche lui finirà nel dimenticatoio della storia.”

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Sei esperienze maturate con l’accordo nucleare

La Guida della Rivoluzione Islamica ha poi affermato: “La premessa per ogni decisione è di fare riferimento alle nostre esperienze. Se non apprendiamo dalle nostre esperienze passate riceveremo sicuramente delle sconfitte. Abbiamo diverse esperienze davanti a noi e farò riferimento ad alcuni esempi eminenti perché tutti voi dovete ammettere che ci troviamo di fronte al dover prendere delle decisioni importanti, per l’attualità e per le generazioni future.

L’Imam Khamenei ha quindi ricordato: “La prima lezione è che lo Stato della Repubblica Islamica non può interagire con gli Stati Uniti. Questa è la prima esperienza. Perché? Perché gli Stati Uniti non rispettano e adempiono i loro impegni. Non dite che ciò riguarda soltanto l’amministrazione Trump. No! La precedente amministrazione USA, con la quale abbiamo avuto incontri e colloqui, si è comportata allo stesso modo, ma hanno rifiutato l’accordo in un modo differente. Ci hanno anche minacciato e sono andati contro gli impegni che avevano preso. Questa è una risposta a tutti coloro che, ripetutamente, nel tempo, mi hanno chiesto: “Perché non negoziamo con gli Stati Uniti?” o “Perché non sviluppiamo relazioni con gli Stati Uniti?

Citando la seconda esperienza, legata alla profondità dell’ostilità degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, la Guida della Rivoluzione ha aggiunto:

L’ostilità degli Stati Uniti non è basata su una questione come quella nucleare, ma va oltre simili questioni: la Repubblica Islamica dell’Iran è uno Stato che è diventato potente, non ha mai fatto compromessi con gli Stati Uniti ed ha innalzato la bandiera dell’Islam. Gli Stati Uniti sono fortemente contrari a un simile Stato e pertanto cercano di cancellare i fattori della potenza nella Repubblica Islamica“.

La Guida ha proseguito dicendo: “La terza esperienza è che la flessibilità nei confronti di questo nemico non lo renderà meno aggressivo, ma lo renderà anzi più aggressivo. Quando il governo iraniano ai tempi di George W. Bush Senior mostrò una certa flessibilità, gli Stati Uniti lo dichiararono membro dell’“Asse del Male”! Se volete fare qualcosa per ridurre l’ostilità, fatelo; ma non attraverso la flessibilità e il compromesso.”

La quarta esperienza, secondo l’Imam Khamenei, è che “è il rimanere risoluti e fermi di fronte agli Stati Uniti che li porta a ritirarsi. Il fatto che oggi le Nazioni Unite hanno riconosciuto il nostro diritto all’arricchimento dell’uranio non deriva dai negoziati, ma dal nostro progresso nel campo nucleare.”

Riferendosi alla quinta esperienza, riguardante la cooperazione dell’Europa con gli Stati Uniti sulle questioni importanti, l’Imam Khamenei ha sottolineato: “Non vogliamo combattere con l’Europa, ma questi tre paesi [Inghilterra, Germania e Francia, ndt] hanno dimostrato che, sulle questioni più delicate, seguono gli Stati Uniti. Alcuni esempi sono stati il ​​comportamento immorale della Francia che si è definita il “poliziotto cattivo” nei negoziati sul nucleare e l’ostruzionismo del Regno Unito nella produzione dello yellowcake.”

Ha poi aggiunto: “La sesta esperienza è di non fare mai affidamento sull’accordo nucleare e sulle questioni estere per le nostre questioni interne…non dovremmo legare le questioni interne ad alcuni affari che sono fuori dal nostro controllo.”

La Guida della Rivoluzione Islamica ha poi aggiunto: “Dobbiamo imparare dai nostri errori e dalla nostra esperienza e non dobbiamo accontentarci di alcuni effetti marginali. Ad esempio viene detto che gli Stati Uniti hanno perso la faccia nell’affare dell’accordo nucleare. Questo è vero. Ma abbiamo negoziato per fargli perdere la faccia o abbiamo negoziato per revocare le sanzioni che ci hanno imposta? Ora affermano che ci saranno sanzioni aggiuntive! Oppure viene detto che il rapporto tra Stati Uniti ed Europa è deteriorato. Ma ci siamo seduti al tavolo dei negoziati per questo? E sappiate che ovviamente l’Europa non si solleverà contro gli Stati Uniti.”

Rispetto alle promesse fatte da alcuni membri del governo iraniano durante le trattative e all’inizio degli accordi nucleari, l’Imam Khamenei ha detto: “Dobbiamo vedere come affrontare l’accordo nucleare. Menzionerò alcuni punti. Il primo è che dobbiamo essere realisti e non basarci su delle probabilità, su aspetti sui quali non vi è certezza. Dobbiamo analizzare la questione in maniera realistica e trasmetterla alla popolazione in modo chiaro. All’inizio dei negoziati si è immaginato e si è anche detto che, se avessimo tenuto le trattative, ben cento miliardi di dollari sarebbero entrati nel paese. Cento miliardi di dollari è una cifra importante e avrebbe potuto risolvere molti problemi della nazione. Ma non era la verità.

L’insolente Presidente degli Stati Uniti ancora dice che ci hanno dato cento o addirittura centocinquanta miliardi di dollari all’Iran. Che sciocchezza! Quando mai ci hai dato qualcosa? Non ci hanno dato neanche un dollaro. Alcuni di noi hanno creduto davvero che avrebbero dato cento miliardi di dollari, ma era solamente un’illusione. Dobbiamo stare attenti a che ciò che riguarda il nostro futuro e i nostri interessi, ed essere vigili che ciò che otteniamo in cambio di ciò che doniamo sia reale. Dobbiamo comprendere in maniera realistica la realtà della cosa e trasmetterla correttamente alla gente.”

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Se l’Europa non fornirà garanzie l’Iran riprenderà le attività nucleari

Menzionando come l’economia dell’Iran non possa essere risanata dagli europei mediante l’accordo nucleare, nel corso di un incontro tenuto ieri con i rappresentanti delle istituzioni della Repubblica Islamica, la Guida della Rivoluzione Imam Khamenei ha dichiarato:

Devo dire che oggi non possiamo risollevare l’economia della nazione attraverso gli accordi nucleari. Lo devo ribadire. Ci sono molte prove, alcune delle quali siamo testimoni proprio in questi giorni. Varie importanti società occidentali se ne sono andate, altre hanno detto che se ne andranno e altre ancora dicono che non sanno cosa faranno. I capi dei governi europei parlano allo stesso modo. Per risollevare la nostra economia non possiamo contare sull’accordo nucleare con gli europei. L’accordo nucleare con gli europei è una questione da discutere, ma non dobbiamo comunque basare la nostra economia su questo accordo. Ci sono altri metodi al riguardo dei quali poi parleremo. Questo era il primo punto.

Il secondo punto è che questi tre paesi europei [Inghilterra, Francia e Germania, ndt], tredici o quattordici anni fa, sempre sulla questione nucleare, hanno compiuto una grave violazione rispetto a quanto avevano promesso nei nostri riguardi. A quel tempo hanno compiuto un grave atto di slealtà nei nostro confronti: avevano fatto una promessa che poi non hanno mantenuto. Devono pertanto dimostrare che non ripeteranno simile comportamento. Questo è un loro dovere. I governi europei devono dimostrare alla Repubblica Islamica che oggi non ripeteranno quella slealtà e disonestà. Devono recuperare.

Un altro punto è che negli ultimi due anni gli Stati Uniti hanno violato più volte, in diversi modi, tanto lo spirito quanto la lettera – come dicono i nostri diplomatici – dell’accordo nucleare, e l’Europa è rimasta in silenzio. Dovevano affrontare gli Stati Uniti e protestare. Se lo avessero fatto è probabile che non saremmo giunti al punto in cui gli USA, come se si trattasse di bere un bicchiere di acqua, non hanno rispettato gli accordi presi e li hanno abbandonati. L’Europa deve compensare la propria negligenza di questi due anni.

L’altro punto è che gli Stati Uniti hanno violato la Risoluzione 2231 [dell’ONU]. I governi europei e i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite devono emettere una risoluzione contro questa violazione compiuta dagli Stati Uniti quali violatori della Risoluzione. Una delle cose che devono fare è questa.

L’Europa deve promettere di non sollevare la questione dei missili [iraniani] e della presenza della Repubblica Islamica nella regione. Devono prometterlo. Questo fatto che ogni tanto, nelle trattative sul nucleare, sollevano una questione esterna come quella dei missili, non è assolutamente accettabile. I capi di questi tre paesi devono promettere di accettare che non menzioneranno mai più la questione dei nostri missili.

Questi paesi europei devono contrastare qualsiasi sanzione contro la Repubblica Islamica. Se gli Stati Uniti impongono delle sanzioni contro l’Iran, loro devono chiaramente opporvisi. Se vi è l’intenzione di fare degli accordi tra noi e questi paesi europei, questa è una delle condizioni.

Questo devono saperlo tutti: abbiamo detto che non devono parlare della questione dei missili, ma tutti devono sapere che la Repubblica Islamica non verrà meno in nessuno dei suoi fattori di potenza, uno dei quali è il potersi difendere a distanza. Uno dei fattori di difesa è la nostra strategia, la nostra presenza nella regione ne è parte integrante e il sostegno dei popoli per la Repubblica Islamica dimostra la forza della nostra strategia. L’Iran non può rinunciarvi e nessun governo saggio vi rinuncerebbe. Oppure l’unità sociale della propria popolazione sotto la bandiera dell’Islam. Questo movimento della Repubblica Islamica avviene con lo slogan e l’orgoglio di essere islamico. Queste sono colonne portanti della Repubblica Islamica e tutti devono sapere che l’Iran non vi rinuncerà.

Un altro punto è che l’Europa deve garantire la vendita completa del petrolio iraniano. Ovvero, laddove gli Stati Uniti possono danneggiare la vendita del nostro petrolio, i paesi europei devono garantire la sua vendita in base alla volontà iraniana. E’ possibile che il governo iraniano decida di venderne in maggiore o minore quantità a seconda dell’interesse della nostra economia. Ma quando l’Iran decide di vendere il suo petrolio, se gli Stati Uniti creano degli ostacoli, gli europei devono compensare la perdita e reagire.

Un altro punto è che le banche europee devono garantire le transazioni statali e private della Repubblica. Devono garantirle. Noi non abbiamo conflitti con questi tre paesi, ma non ci fidiamo di loro. Non vogliamo creare conflitti, ma la questione è la fiducia e noi – in base alle nostre esperienze precedenti – non ci fidiamo di questi paesi. Per questo tali garanzie devono essere assicurate realmente.

Il punto successivo è che se gli europei si mostrano negligenti nel rispondere a queste nostre richieste, l’Iran si preserva il diritto di riprendere le proprie attività nucleari sospese. I responsabili dell’Organizzazione Nazionale Nucleare si devono tenere pronti. Non dico di farlo adesso e iniziare immediatamente l’arricchimento di uranio al 20%, ma di tenervi pronti per il momento in cui la Repubblica Islamica riterrà opportuno e giusto riprendere le proprie attività nucleari.

Questa sospensione delle nostre attività nucleari era un prezzo che abbiamo pagato per raggiungere gli accordi, ma dal momento che vediamo che l’accordo è inutile e non vogliamo più pagare questo prezzo, sicuramente uno dei modi per affrontarlo, se lo riteniamo giusto, è quello di riprendere le attività sospese.”

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Writer : shervin | 0 Comments | Category : Attualità, politica e società , Ayatullah Khamenei , news

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