Il concetto di Wilayat nelle tradizioni (Ayatullah Javadi Amoli)

Il concetto di Wilayat nelle tradizioni

Ayatullah Javadi Amoli

Uno dei significati del concetto di Wilayat è “autorità” e ciò è quindi direttamente connesso all’amministrazione della società e della cosa pubblica. Oltre alle fonti coraniche, nelle tradizioni (ahadith) riconducibili agli immacolati (ma’sumin), vi sono innumerevoli riferimenti alla Wilayat intesa come autorità. Di seguito ne riportiamo alcuni esempi:

1- Il Principe dei Credenti, l’Imam Ali (pace su di lui) disse nel Nahj ul-Balagha: “E’ tramite la famiglia del profeta Muhammad, ovvero la base della religione, che molte delle questioni possono essere risolte; la Wilayat è di loro competenza”.

L’Imam Ali (pace su di lui) presenta quindi i membri della Casa (Ahl ul-Bayt) del profeta Muhammad (pace su di lui e sulla sua famiglia) come i titolari dell’autorità (Wilayat). In questa sede non bisogna però confondere una cosa; esiste una Wilayat ontologica (takwini), che non è concessa a nessuno tranne all’Altissimo, il Creatore dei Mondi. Questa forma di Wilayat non viene trasferita a nessun essere umano e nessuna entità metafisica, visto che è una prerogativa di Dio. La Wilayat di cui stiamo parlando noi è di un altro genere, riguarda le questioni politiche, sociali e mondane. Quando l’Imam Ali (pace su di lui) parla di Wilayat e dice al popolo di essere il Wali, intende dire di essere il governatore e l’amministratore della comunità, e non colui che ha la Wilayat ontologica, visto che questa è una prerogativa di Dio.

2- In occasione della celebre battaglia si Siffyn, tra l’esercito dell’Imam Ali e Muawiyah, il Principe dei Credenti (pace su di lui) tenne un discorso nel quale disse: “Iddio ha voluto che io detenessi l’autorità (Wilayat) su di voi.” Ciò è riportato nel sermone 216 del Nahj ul-Balagha

3- Nella epistola numero 42 del Nahj ul-Balagha, è riportato un aneddoto riconducibile ad una battaglia del Principe dei Credenti contro alcuni ribelli e prevaricatori. L’allora califfo decise di richiamare alla capitale il governatore del Bahrain, un certo Umar Ibn Abi Salamah al-Makhdumi, e di sostituirlo con un’altra persona. Una volta che al-Makhdumi arrivò dall’Imam Ali (pace su di lui), quest’ultimo gli disse: “Io ti ho richiamato dal Bahrain non perché tu abbia commesso degli errori nei tuoi compiti, ma perché ora dobbiamo apprestarci a combattere una battaglia importante, e io vorrei consultarmi al riguardo con te. Tu hai svolto bene il tuo compito di Wali e per ciò che concerne la Wilayat hai fatto un buon lavoro”.

4- In diversi punti della “Lettera a Malik al-Ashtar”, il Principe dei Credenti parla della Wilayat intesa come autorità. In un passo troviamo la seguente affermazione: “Tu che sei il mio inviato alla gente di quella regione (Egitto, n. d. t.), sei il Wali (amministratore) della comunità.” E ancora: “Se il popolo ha dei punti deboli, la persona che deve coprirli e cercare di non farli emergere è il loro Wali.”

5- L’Imam Muhammad al-Baqir (pace su di lui) disse: “L’Islam si basa su cinque punti fondamentali: l’orazione rituale, la Zakat (tributo islamico), il pellegrinaggio (Hajj), il digiuno e la Wilayat”.

Quest’ultimo punto si divide a sua volta in tre ambiti, due dei quali giuridici e uno teologico. Dal punto di vista teologico possiamo dire che il profeta Muhammad (pace su di lui e sulla sua famiglia) ricevette l’incarico da Dio di dichiarare alla comunità la Wilayat (autorità) dell’Imam Ali, in base al versetto coranico concernente il compimento esatto della missione profetica. Quindi quando l’Inviato di Dio pronunziò le famose affermazioni riguardanti il diritto dell’Imam Ali sulla successione come guida della comunità, quella era la volontà di Dio stesso. A quel punto, tutti dovevano riconoscere il ruolo di leadership dell’Imam Ali (pace su di lui), in quanto la volontà di Dio è vincolante per tutti, per il profeta Muhammad, per l’Imam Ali, per i compagni dell’Inviato di Dio e per l’intera popolazione. E qui ci troviamo nell’ambito più prettamente giuridico, visto che per tali questioni, non vi è differenza tra un profeta, un membro dell’Ahl ul-Bayt o una persona normale. Tutti debbono adempiere alle norme rivelate e alla volontà divina. Quindi, come dicevamo prima, ci sono due aspetti giuridici nella vicenda da non sottovalutare. Da un lato l’accettazione della Wilayat è un obbligo anche per l’Imam Ali, visto che ciò è stato decretato da Dio l’Altissimo. D’altronde anche il popolo ha l’obbligo di seguire la guida che abbia una legittimazione divina.

Come possiamo vedere, nelle tradizioni riconducibili agli immacolati, è evidente il significato del concetto di “Wilayat”, ovvero di autorità e leader per la comunità. E’ vero che tale parola può avere anche altri significati, ma in questi ambiti che abbiamo riportato negli esempi, senza ombra di dubbio, il riferimento è all’amministrazione della comunità e della cosa pubblica, e non, come alcuni erroneamente ritengono, a concetti superficiali come “amicizia” o “vicinanza”.

 

* Il testo è tratto da un articolo di una rivista studentesca iraniana risalente al 1996, dell’Ayatullah Javadi Amoli

Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando

 

Writer : shervin | Comments Off on Il concetto di Wilayat nelle tradizioni (Ayatullah Javadi Amoli) Comments | Category : Tradizioni

Comments are closed.