Il fenomeno del ghulat (estremismo) e la posizione degli Imam

Il fenomeno del ghulat (estremismo) e la posizione degli Imam

Uno dei più potenti pericoli che ha minacciato la Shi’a nel corso della storia è stato quello degli estremisti (ghulat) e l’attribuzione del loro punto di vista agli sciiti. Gli avversari e nemici della Shi’a hanno infatti sempre accusato gli sciiti di posizioni estremiste ed esagerate rispetto ai loro Imam.

Qui non possiamo trattare le differenti sette estremiste (ghulat), discutendo nel dettaglio le loro credenze e posizioni. Possiamo però notare che l’aspetto più saliente e il punto di convergenza di tutte le sette estremiste è la loro esagerazione rispetto al diritto e alla posizione degli Imam attraverso la blasfema elevazione della loro stazione a quella di divinità.

L’esistenza degli estremisti (ghulat) tra i musulmani è stata causata più da fattori esterni che interni. I nemici dell’Islam, nei confronti e incontri diretti, non erano in grado di sferrare un colpo all’Islam, mentre l’Islam illuminava le loro terre e sconfiggeva i suoi nemici. Per tanto essi decisero di attaccarlo dall’interno e così ne colpirono i principi fondamentali.

Neanche il sistema politico vigente era disinteressato dall’incoraggiare, o almeno tollerare, l’emergere di simili individui tra gli sciiti e i seguaci della Famiglia (Ahl al-Bayt) del Profeta (S), in modo da attribuire le idee di questi individui alla stessa Shi’a, in modo che i seguaci dell’Ahl al-Bayt potessero essere presentati come deviati ed estranei alla Comunità dei musulmani. 

Questa tendenza iniziò durante il califfato del Comandante dei Credenti Alì (as), quando un numero di elementi mentalmente deboli possedeva idee estremiste nei suoi riguardi (e poi, non avendo ritrattato le proprie idee deviate, vennero giustiziati) [1].

I Puri Imam (as) hanno sempre affrontato questo problema e lo hanno duramente combattuto, maledicendo costantemente gli estremisti e informando le genti del pericolo che rappresentavano. Gli Imam (as) ordinarono agli Sciiti di non socializzare con loro e di non intrattenervi relazioni. [2] L’Imam as-Sadiq (as) ha menzionato i nomi di diversi capi estremisti (ghulat) come Mughayrah ibn Sa‘id, Bayan, Sa’id Nahdi, Harith Shami, ‘Abd Allah ibn Harith, Hamzah ibn ‘Ammar Barbari e Abu’l-Khattab, maledicendoli. [3]

Quale effetto della maledizione dei puri Imam (as) essi morirono in condizioni terribili. Come dice l’Imam ar-Ridha (‘a): “Banan soleva dire menzogne sull’Imam as-Sajjad (‘a) e Dio gli ha fatto assaggiare l’affilatezza della spada; Mughayrah ibn Sa’id era solito mentire sull’Imam al-Baqir (‘a) e anche lui ha assaggiato la precisione della spada; Muhammad ibn Bashir era solito mentire su Abu’l-Hasan al-Kadhim (‘a) e Dio l’Eccelso fece morire pure lui tramite spada; Abu’l-Khattab diceva il falso sull’Imam as-Sadiq (‘a) e anche lui venne ucciso con la spada; e colui che dice menzogne su di me è Muhammad ibn Furat.” [4]

Il periodo dell’Imam Hasan al-‘Askari è stato uno dei periodi in cui la tendenza dell’estremismo (ghulat) ha avuto il momento più proficuo. E’ per questo motivo che l’Imam ha maledetto individui come Qasim Yaqtini, ‘Ali ibn Haskah Qummi, Ibn Baba Qummi Fihri, Muhammad ibn Nasir Numayri e Fars ibn Hatam Qazwini, che erano considerati tra i capi degli estremisti. [5] 

In regioni a maggioranza sciita come Qom ha sempre regnato un’atmosfera anti-estremista (ghulat) e a costoro non era permesso risiedervi. Per tale motivo, nel descrivere le caratteristiche personali di Husayn ibn ‘Abd Allah Muharrar, Ibn Dawud ha detto: “E’ riportato che egli espelleva sempre dalla città di Qom coloro che erano accusati di estremismo.” [6]

Come narrato da Ibn Hajm, Abu’l-Hasan Muhammad ibn Ahmad, un figlio dell’Imam al-Kadhim (‘a) che durante il terzo secolo dell’Egira viveva in Azerbaijan dove veniva altamente stimato, era così rigido contro i propagatori delle sette estremiste che egli forniva i mezzi per la loro esecuzione e persuase Mufallah Ghulam ibn Abi’s-Saj, il governatore dell’Azerbaijan, ad ucciderli. [7]

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NOTE

1) Ikhtiyar Ma‘rifah ar-Rijal (Rijal Kashi), vol. 1, p. 325. Nell’opera viene citata anche la celebre figura di ‘Abdallah ibn Saba – ritenuto il ‘fondatore’ di questa corrente – sebbene la sua esistenza storica sia però seriamente messa in dubbio dagli studiosi. La prima persona ad averlo menzionato è lo storico Tabari. Egli, a sua volta, aveva tratto la storia di tale Ibn Saba’ da Sayf ibn Umar, personaggio che era unanimemente noto come mendace tra i sapienti di Rijal (la scienza che studia le biografie dei narratori di tradizioni). Cfr. Sayyid Murtadha al-‘Askari, ‘Abd Allah ibn Saba’ wa Asatir Ukhra, sesta edizione (1413 AH/1993), vol. 2, pp. 328-375. Dell’opera è stata realizzata una parziale traduzione in inglese dal titolo ‘Abdullah ibn Saba’ and Other Myths, tradotta da M.J. Muqaddas (Teheran: World Organization for Islamic Services, 1984). In italiano si cfr. il nostro articolo “’Abdallah Ibn Saba: mito o realtà?”, http://islamshia.org/abdullah-ibn-saba-mito-o-realta/

2) Ikhtiyar Ma‘rifah ar-Rijal (Rijal Kashi), vol. 2, p. 586.

3) Ibid., p. 577.

4) Ibid., p. 591.

5) Ibid., p. 805.

6) Rijal ibn Dawud (Qum: Manshurat ar-Radhi, n.d.), p. 240.

7) Abu Muhammad ‘Ali ibn Ahmad ibn Sa‘id ibn Hazm al-Andalusi, Jumhazah Insab al-‘Arab, prima edizione (Beirut: n.p., 1403 AH), p. 63.

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*Tratto, con lievi variazioni, da Ghulam-Husayn Muharrami, “History of Shi’ism: from the advent of Islam up to the end of minor occultation”,  Ahl al-Bayt World Assembly, Teheran, 2008.

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Writer : shervin | 0 Comments | Category : DOTTRINA

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