Selezione di detti e lettere dell’Imam Husayn

SELEZIONE DI DETTI E LETTERE DELL’IMAM HUSAYN

  1. Quando Walid bin ‘Ubtah bin Abi Sufyan, il governatore di Madinah, informò l’Imam Husayn che Yazid esigeva che gli prestasse il giuramento di fedeltà, l’Imam educatamente rifiutò dicendo che un’alleanza in segreto non avrebbe avuto alcun valore, e che sarebbe stato meglio affrontare la questione l’indomani in pubblico. Ma poi Marwan bin Hakam, anch’egli presente all’incontro, disse a Walid di obbligare l’Imam a prestare alleanza a Yazid o di ucciderlo e inviare la sua testa a Damasco. A quel tempo l’Imam disse:

“…Noi siamo la Casa della Profezia, la Fonte del Magistero, il luogo di discesa degli angeli, attraverso di noi Allah ha iniziato [mostrando i Suoi favori] e con noi Egli ha perfezionato [le Sue benedizioni]. Mentre Yazid è un peccatore, bevitore, assassino di gente innocente e apertamente indulge in atti peccaminosi. Una persona come me non presterà mai giuramento di fedeltà a uno come lui…” [1]

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2) Prima di mettersi in viaggio verso Mecca, l’Imam Husayn scrisse un testamento e lo diede a suo fratello Muhammad al-Hanafiyyah:

Col Nome d’Iddio Clemente e Misericordioso. Questo è il testamento che Husayn bin ‘Ali bin Abi Talib ha fatto a suo fratello Muhammad al-Hanafiyyah. In verità io, Husayn, testimonio che non vi è altra divinità all’infuori di Allah che è Uno e senza soci, e che Muhammad è il Suo servo e il Suo Messaggero che è giunto con la verità dalla Verità. [Testimonio inoltre che] il Paradiso e il Fuoco sono verità, il tempo [della Resurrezione] giungerà sicuramente e non vi è dubbio al riguardo; e che Dio farà risorgere coloro che sono nelle tombe.

Non mi sono sollevato [contro Yazid] come un insolente o un arrogante, né come un corrotto o un tiranno. Mi sono sollevato [contro Yazid] per rettificare la Ummah di mio nonno [il Profeta Muhammad]. Voglio ordinare il bene e proibire il male, e seguire il sentiero di mio nonno e di mio padre ‘Ali ibn Abi Talib.” [2]

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3) Quando l’Imam Husayn si trovava a Mecca la notizia che Husayn si era rifiutato di prestare giuramento di fedeltà a Yazid e aveva lasciato Medina si era diffusa in tutti i paesi islamici. La gente di Kufah gli scrisse molte lettere chiedendogli di recarsi nella loro città. Alla fine l’Imam inviò Muslim bin ‘Aqil con la seguente lettera:

Col Nome d’Iddio Clemente e Misericordioso. Da Husayn bin ‘Ali ai capi dei credenti e dei musulmani.

Hani e Sa’id mi hanno consegnato le vostre lettere. Ho compreso ogni cosa che avete descritto e menzionato. La principale dichiarazione dei vostri saggi è: ‘Non abbiamo un Imam. Quindi vieni; possa Dio attraverso te unirci sotto la Verità e la Guida’. Vi invio mio fratello Muslim bin ‘Aqil, che è mio cugino e un fidato membro della mia famiglia. Se egli mi scriverà che l’opinione della maggioranza, dei vostri capi e degli uomini di saggezza e virtù fra di voi è unita nello stesso modo in cui il messaggero che è giunto a me ha descritto e io ho letto nelle vostre lettere, verrò da voi presto, insh’Allah. Giuro sulla mia vita che l’Imam è colui che giudica mediante il Libro e la giustizia, che professa la religione della Verità e ad essa dedica l’intera sua vita. Was-Salam.” (3)

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4) In uno dei suoi discorsi all’esercito di Hurr, l’Imam Husayn disse:

Le genti sono schiave del mondo, mentre la religione (din) è un brusio sulle loro lingue – finché la loro ricchezza scorre copiosamente la proteggono [la religione]; ma quando vengono messi alla prova, le persone religiose diventano poche.” [4]

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5) Prima di raggiungere Karbala, quando Hurr cercò di minacciare l’Imam dicendo “Ti avviso di pensare alla tua vita, perché sono sicuro che se combatterai verrai ucciso”, l’Imam Husayn rispose: “Pensi di intimidirmi con la morte?” Poi recitò il seguente poema di un Compagno del Profeta della tribù di Aws:

Morirò, ma non vi è vergogna nella morte di un cavaliere

se quello che persegue è giusto e si batte come un musulmano

e se sostiene gli uomini giusti sacrificando la sua vita.

Se vivrò non mi pentirò e se morirò non sarò biasimato.

Ma sappi che tu vivrai nell’umiliazione e poi verrai ingiuriato.” [5]

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6) In uno dei suoi sermoni, anch’esso tenuto prima di raggiungere Karbala, l’Imam disse:

In verità voi vedete ciò che ci è accaduto. Il mondo è cambiato e ha voltato le spalle al bene. Non vedete che la verità non viene praticata e la falsità non viene ostacolata? (La situazione è tale che) un credente deve desiderare di incontrare il suo Signore (sacrificando la sua vita per stabilire il bene) – per questo non vedo la morte se non come benedizione e la vita con i tiranni se non come una disgrazia.” [6]

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7) Di fronte all’esercito di Yazid l’Imam disse:

O uomini! In verità il Messaggero di Allah ha detto: ‘Se qualcuno vede un governante crudele che permette quanto è stato proibito da Allah, che non adempie al suo dovere, che si oppone al sentiero del Messaggero di Allah e agisce con i servi di Allah peccaminosamente e aggressivamente, e questa persona non fa nulla, con l’azione o con la parola, per cambiare questa situazione, allora Allah sarà nel giusto nel collocare quella persona (nel Giorno del Giudizio) insieme al governante tiranno.” [7]

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8) Durante gli ultimi momenti della sua vita, l’Imam venne ascoltato dire:

O Dio! Lascio completamente il mondo per il Tuo amore,

e rendo orfani i miei figli per vederTi;

anche se Tu mi tagli a pezzi sul sentiero dell’amore

il mio cuore non tenderà ad altri che Te.” [8]

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9) Mentre attaccava il lato destro dell’esercito di Yazid, l’Imam Husayn disse:

La morte è migliore dell’accettazione della disgrazia

E la disgrazia è migliore dell’entrare nel Fuoco.” [9]

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10) Nel giorno di ‘Ashura, prima che la battaglia avesse luogo, l’Imam Husayn si rivolse all’esercito di Yazid e cercò di avvisarlo per l’ultima volta con le seguenti parole:

(Dopo aver lodato Allah e inviato le benedizioni di Allah sul Suo Messaggero, l’Imam disse:)

O uomini! Guardate chi sono i miei avi, vedete chi sono io e poi volgetevi ai vostri cuori e vergognatevi. Riflettete se è per voi giusto uccidermi e commettere sacrilegio. Non sono il figlio della figlia del vostro Profeta, figlio del suo successore, figlio di suo cugino e figlio del primo tra i credenti ad aver creduto nella verità del messaggio del Messaggero di Allah? Non è Hamzah, il Principe dei Martiri, lo zio di mio padre? Non è Ja’far, colui che vola in Paradiso con le sue ali, mio zio?

Non avete ascoltato il Messaggero di Allah descrivere me e mio fratello come “I due sono i Principi dei giovani del Paradiso”? Se voi quindi testimoniate la verità di quanto ho detto, sarà allora la giusta cosa da fare. (E, per Allah, non ho mai mentito perché so che Allah odia coloro che mentono). Se invece pensate che io sia un bugiardo, ci sono allora ancora alcuni Compagni del Profeta in vita a cui potete domandare riguardo ciò che ho detto. Andata e chiedete a Jabir bin ‘Abdullah al-Ansari, ad Abu Sa’id al-Khudari, a Sahl bin Sa’d as-Sa’idi, a Zayd bin Arqam e Anas bin Malik. Essi vi diranno certamente di aver ascoltato quelle parole dal Messaggero di Allah.

Non sono questi fatti sufficienti per impedirvi di spargere il mio sangue?…Se voi dubitate di queste parole del Profeta, allora dubitate che io sia il figlio della figlia del vostro Profeta. Per Allah, non vi è altro nipote del Profeta oltre a me ad Oriente od Occidente. Guai a voi! Mi volete per una persona che ho ucciso tra di voi? O per una ricchezza che ho distrutto? O come vendetta per una ferita che ho provocato a qualcuno di voi?

…O uomini! Se non mi accettate, allora lasciatemi andare in un luogo sicuro sulla terra lontano da voi.”

In risposta alla sua richiesta, alcuni degli ufficiali dell’esercito di Yazid dissero: “Non sappiamo nulla di quanto dici. Vogliamo soltanto che presti giuramento di fedeltà a Yazid.” L’Imam rispose:

No! Per Allah! Non vi porgerò la mia mano in segno di alleanza come una persona umiliata né fuggirò come uno schiavo.” [10]

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NOTE

  1. Ibn Tawus “Maqtalu ‘l-Husayn”, pag. 10-11.
  2. Al-Khatib al-Khuwarazmi “Maqtalu ‘l-Husayn”, vol. I, p. 88.
  3. Shaykh al-Mufid “Al-Irshad”, pag. 305.
  4. Shaykh ‘Abbas Qummi, “Nafasu ‘l-Mahmun”, pag. 126.
  5. Al-Mufid, op. cit., pag. 338.
  6. Ibn Tawus, op. cit., pag. 32-33.
  7. Ibnu ‘l-Athir, “al-Kamil fi ‘l-Tarikh”, vol. 4, pag. 48.
  8. ‘Abbas Qummi, “Muntaha ‘l-‘Amal”, pag. 285.
  9. Ibid., pag. 282.
  10. ‘Abbas Qummi, “Nafasu ‘l-Mahmun”, pag. 145-146.

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Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte

Writer : shervin | 0 Comments | Category : Ashura e il martirio dell’Imam Husayn(AS) , Novità

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