Iran: sul colpo di Stato del ’53, Mosaddeq e l’Ayatullah Kashani

Iran: sul colpo di Stato del 1953, Mosaddeq e l’Ayatullah Kashani
 
Il 19 agosto ricorre l’anniversario del colpo di Stato del 1953 pianificato in Iran dai servizi segreti inglesi e statunitensi contro l’allora Primo Ministro Mosaddeq.
 
Mohammad Mosaddeq, capo del Fronte Nazionale, grazie anche e soprattutto al sostegno delle correnti religiose guidate dall’Ayatullah Kashani, nazionalizzo’ il petrolio iraniano.
 
Nel 1901 lo Shah della dinastia Qajar al potere all’epoca, Mozaffar ad-Din, aveva concesso il totale controllo delle risorse petrolifere agli inglesi. Nel 1933 la concessione venne rinnovata dal primo dei due Shah della dinastia Pahlavi, Reza Khan.
 
Nel 1950 il monopolio inglese del petrolio iraniano venne fortemente e duramente contestato tanto dall’ala religiosa della nazione, guidata dall’Ayatullah Kashani, quanto dalla parte laica, guidata da Mosaddeq.
 
Nel 1951 il Primo Ministro dello Shah Mohammad Reza Pahlavi (figlio di Reza Khan), il Generale Ali Razmara, favorevole a una nuova concessione petrolifera agli inglesi, venne giustiziato per mano del movimento islamico militante Fedayian-e Eslam. Sebbene il capo e fondatore dei Fedayian-e Eslam fosse Seyyed Navvab Safavi, che divenne martire nel 1955 per mano del regime dello Shah, il movimento militante islamico riconosceva come propria guida spirituale proprio l’Ayatullah Kashani.
 
L’alleanza tra la corrente religiosa guidata dall’Ayatullah Kashani e quella laica guidata da Mosaddeq porto’ all’elezione unanime di quest’ultimo come Primo Ministro e alla conseguente nazionalizzazione del petrolio iraniano.
 
I colonialisti inglesi e americani, irritati dalla scelta del Parlamento iraniano, realizzarono allora nel 1953 un golpe militare che rovescio’ Mosaddeq e conferi’ nuovamente totali poteri allo Shah Mohammad Reza Pahlavi, che nel frattempo era fuggito dal paese. L’operazione congiunta di CIA e MI6 e’ conosciuta con il nome di “Operazione Ajax” (nome ufficiale TP-AJAX per gli statunitensi, operazione Boot per i britannici).
 
Ambienti anti-rivoluzionari e anti-religiosi, alla luce di alcuni attriti e differenze politiche emersi tra l’Ayatullah Kashani e Mohammad Mosaddeq durante il governo di quest’ultimo, hanno fatto circolare la diceria secondo la quale la guida religiosa iraniana avrebbe collaborato con i servizi segreti anglo-americani nel colpo di Stato contro Mosaddeq ricevendo in cambio lauti finanziamenti, fandonia che e’ stata ripresa anche da numerose fonti occidentali che hanno trattato del golpe militare contro il governo eletto iraniano dell’epoca.
 
 
COSA DICONO I DOCUMENTI UFFICIALI AMERICANI SUL COLPO DI STATO?
Recentemente il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha pubblicato trecentosettantacinque documenti riguardanti la corrispondenza segreta intercorsa tra l’ambasciata americana a Teheran e il Dipartimento di Stato USA durante il colpo di Stato del 1953.
 
In un documento del capo della divisione sull’Iran, il Vicino Oriente e l’Africa della CIA indirizzato al Direttore dei Piani dei servizi segreti americani Richard Helms e’ riportato: La possibilità di utilizzare e sostenere l’Ayatullah Kashani, l’influente e fanatico clerico musulmano, è stata scartata a causa della difficoltà nel controllarlo...

In un memorandum del 31 marzo 1953 preparato dall’Ufficio di Intelligence e Ricerche del Dipartimento di Stato sulle “potenziali caratteristiche di un governo dominato da Kashani” leggiamo: “La sostituzione del Primo Ministro Mohammed Mosadeq dell’Iran con il suo maggiore rivale politico, Mullah Abol Qasem Kashani, sarebbe svantaggiosa per gli interessi occidentali. Sia Kashani che Mosadeq sono degli opportunisti politici, ma mentre Mosadeq – nonostante il suo appassionato nazionalismo – possiede un certo rispetto per alcuni aspetti del liberalismo occidentale, Kashani vede i problemi contemporanei da una ristretta prospettiva islamica, duramente deformata da molti anni di duro conflitto con le autorita’ britanniche.”
In un altro documento del 14 ottobre 1952 leggiamo: “Se Kashani andasse al potere, in Iran il probabile risultato per gli interessi occidentali sarebbe una situazione peggiore di quella attuale. Questo regime sarebbe piu’ difficile di quello presente nel trattare la disputa sul petrolio e piu’ resistente a ogni influenza occidentale...”

In un memorandum della CIA del 25 febbraio 1953, si dice espressamente che “e’ impegnata anche in operazioni contro il leader nazionalista Kashani..
Sempre nel memorandum del 31 marzo 1953 dell’Ufficio di Intelligence e Ricerche del Dipartimento di Stato, nel paragrafo titolato “Attitudine verso l’Occidente“, troviamo: “Non vi sono prove convincenti 1) che Kashani, nel tentativo di raggiungere il potere, abbia chiesto aiuti sostanziali dall’estero; 2) che abbia ricevuto un aiuto sostanziale da qualche fonte; 3) ma se anche avesse ricevuto aiuti, non ha comunque promesso nulla in cambio….
 
In un altro documento di quelli resi pubblici, l’allora ambasciatore statunitense in Iraq Burton Y. Berry avvisava che cercare di corrompere economicamente l’Ayatullah Kashani non avrebbe condotto ad alcun risultato, ma anzi metteva in guardia che il sapiente religioso rivoluzionario, “per raccogliere maggior consenso”, avrebbe potuto denunciare il tentativo di corruzione come prova dell’ingerenza delle potenze occidentali negli affari interni dell’Iran. Berry consigliava piuttosto di cercare di danneggiare la reputazione e immagine dell’Ayatullah Kashani, e in questo senso esistono molteplici corrispondenze tra diversi responsabili americani.
 
Di fronte a questi e molti altri documenti ufficiali americani declassificati, perfino le centrali della propaganda anti-rivoluzionaria e anti-religiosa anglo-americana come le emittenti satellitari in lingua persiana del governo inglese (BBC) e americano (VOA) hanno dovuto ammettere la totale estraneita’ dell’Ayatullah Kashani al colpo di Stato ordito dalla CIA e dal MI6 con la complicita’ e il sostegno di diversi traditori interni.
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Writer : shervin | 0 Comments | Category : Attualità, politica e società , Storia Islamica

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