Origine della Shi’a: politica o religiosa? (S.M.Rizvi)

Origine della Shi’a: politica o religiosa?1

Seyyed Muhammad Rizvi

1. Introduzione

Negli scritti polemici dei Sunniti, l’Islam Sunnita è l'”Islam Ortodosso”, mentre la Shi’a  è indicata come una “setta eretica” sorta con l’obiettivo di sovvertire l’Islam dall’interno. Questa idea a volte è supportata affermando che la Shi’a nacque come movimento politico, che successivamente ottenne una dimensione religiosa.

Questo atteggiamento anti-Shi’ita non è limitato agli scrittori Sunniti dei secoli passati, considerato che alcuni scrittori Sunniti contemporanei hanno lo stesso punto di vista. Nomi quali Abul Hasan ‘Ali Nadwi, Manzûr Ahmad Nu’mãni (entrambi dell’India), Ihsãn Ilãhi Zahír (del Pakistan), Muhibbu ‘d-Dín al-Khatíb e Musa Jãr Allãh (entrambi del Vicino Oriente) vengono alla mente2 .

Tale opinione non si limita a questo ambito, ovvero a coloro che si sono laureati nei seminari religiosi, senza considerare i cosiddetti accademici del mondo. Ahmad Amin (dell’Egitto) e Fazlur Rahman (del Pakistan) rientrano in questa categoria.

Ahmad Amin, per esempio, scrive:

La verità è che la Shi’a è un rifugio in cui chiunque desidera distruggere l’Islam per inimicizia o invidia trova riparo. In tal modo, persone che volevano introdurre nell’Islam gli insegnamenti dei loro antenati Giudei, Cristiani o Zoroastriani, raggiungono i loro scopi nefasti sotto la protezione di questa fede.”3

Fazlur Rahman rappresenta un caso interessante. Dopo essersi laureato presso l’Università del Punjab e di Oxford, e aver insegnato all’Università di Durham e Mcgill, ha lavorato come Direttore dell’Istituto Centrale di Ricerca Islamica in Pakistan fino al 1968; egli perse questa carica in conseguenza di controversie sorte attorno alla sua interpretazione del Corano. E’ poi emigrato negli Stati Uniti, diventando Professore di Studi Islamici nell’Università di Chicago. Nel suo famoso libro, “Islam“, utilizzato come manuale per i laureandi nelle università occidentali, il Dott. Fazlur Rahman  offre la seguente interpretazione riguardo all’origine della Shi’a:

Quando ‘Ali fu assassinato la Shi’a, o “partito” di ‘Ali, in Kufa, chiese che il califfato ritornasse alla casa dell’infelice califfo. La dottrina politica sciita trae origine appunto da questa richiesta legittimista dei discendenti di ‘Ali…”

La richiesta legittimista, cioè la dottrina secondo la quale la guida della comunità musulmana spetta ad ‘Ali ed ai suoi discendenti, è dunque la bandiera dello shi’ismo originario arabo, che ebbe carattere puramente politico…”

“E’ facile dunque vedere che, nella storia del primo Islam, lo shi’ismo fu la bandiera di forze diverse di scontento sociale e politico…ma, spostandosi da mani arabe a mani non arabe, la motivazione politica originaria si perdette, e lo shi’ismo si trasformò in una setta, con un proprio dogma quale fondamento teologico…su di esso si innestarono poi antiche credenze orientali circa la luce divina; ma tutto il suo nuovo apparato metafisico venne dalle idee del neoplatonismo gnostico cristiano.”4

Egli annota successivamente: “…contribuirono alla formazione di sette segrete. Lo shi’ismo, come si era posto al servizio dei vinti sul piano politico, così accolse questi “profughi” spirituali, che sotto il suo usbergo cominciarono ad introdurre nell’Islam le loro antiche idee e credenze.” 5

Ed è in questo retroterra che trovo veramente difficoltoso comprendere come un colto sapiente, con un substrato sciita, possa far eco a idee simili riguardo l’origine dello Shi’ismo scrivendo:

Molte di queste discussioni iniziali sull’Imamato hanno assunto a prima vista una forma politica  e, in seguito, il dibattito ha accolto le implicazioni religiose riguardo la salvezza. Questo è vero per tutti i concetti islamici, perché l’Islam come fenomeno religioso fu successivo all’Islam come realtà politica.” 6

Dai primi giorni della guerra civile nel 656 a.c. alcuni Musulmani hanno visto la questione della guida non soltanto in termini politici, ma gli hanno dato anche un’enfasi religiosa.” 7

Riferendosi all’appoggio degli Shi’iti di Kufa per la rivendicazione della guida da parte degli ‘Alidi, il colto sapiente scrive:

Questo appoggio per la guida degli ‘Alidi, inizialmente almeno, non implicava alcun fondamento religioso… La rivendicazione della guida degli ‘Alidi divenne un credo esagerato espresso in termini pii dalle tradizioni attribuite al Profeta, e solo gradualmente divenne parte della dottrina cardine dell’Imamato, il perno attorno a cui ruota completamente il credo Sciita.”8

Dopo la spiegazione degli insuccessi e del martirio delle guide religiose che si sollevarono contro le autorità, egli scrive:

Questo segna gli inizi dello sviluppo di un’enfasi religiosa nel ruolo degli Imam ‘Alidi…9

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2. Gli inizi dell’Islam

I Sunniti come gli Shi’iti credono che l’Islam sia innanzitutto una religione i cui insegnamenti non siano limitati al regno spirituale della vita umana ma comprendano anche l’aspetto politico della società. La presenza di ideali politici nella religione islamica non significa che l’Islam iniziò o fu fondamentalmente un movimento politico. Consideriamo la vita del Profeta Muhammad (S): la sua missione iniziò a Mecca. Non vi era nulla nel programma pre-hijra del Profeta (S) simile ad un movimento politico. Era principalmente e fondamentalmente un movimento religioso.

Solo dopo l’hijra, quando la maggioranza delle persone di Medina accettarono l’Islam, si è presentata l’occasione per l’applicazione di un ordine sociale Islamico e così il Profeta Muhammad (S) ha assunto la posizione di guida politica della società. Stipulò accordi con altre tribù, inviò ambasciatori presso re ed imperatori, organizzò eserciti e condusse le forze Islamiche, designò governatori, responsabili, comandanti e giudici, e raccolse e distribuì tasse. Nonostante ciò, l’Islam fu prima un movimento religioso e successivamente incluse aspetti politici della società. Dire quindi che “l’Islam come fenomeno religioso fu successivo all’Islam come realtà politica” è un’affermazione storicamente scorretta.

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3. L’origine della Shi’a

L’origine dello Shi’a non è separata dalla nascita dell’Islam. Il Profeta (S) stesso piantò il seme proclamando la wisãya (successione) e khilãfat (califfato) di ‘Ali bin Abí Tãlib (AS) nella prima chiamata all’Islam che egli fece a Mecca.

L’Islam nacque quando il Profeta Muhammad (pace su di lui e la sua progenie) aveva quaranta anni. Tre anni dopo l’avvento dell’Islam, al Profeta (S) fu ordinato di iniziare l’appello pubblico del suo messaggio. In questa occasione Allah Altissimo rivelò il versetto:

“E avverti i tuoi parenti più prossimi.” (Sacro Corano, 26: 214).

Quando questo Versetto venne rivelato, il Profeta (S) organizzò un banchetto che è storicamente conosciuto come “Adunanza della famiglia” (Da’wat dhu ‘l-‘Ashira). Il Profeta (S) invitò quaranta uomini dei Banu Hashim e chiese ad ‘Ali bin Abi Talib (AS) di organizzare i preparativi per il pranzo. Dopo aver servito i suoi ospiti con cibo e bevande, il Profeta (S) voleva parlare loro riguardo all’Islam, ma Abu Lahab lo anticipò e disse: “Da molto  tempo hai ammaliato i tuoi ospiti.” Tutti gli ospiti si dispersero prima che il Profeta (S) potesse rivelare loro il suo messaggio.

Il Profeta (S) li invitò nuovamente il giorno successivo. Dopo il banchetto, parlò loro, dicendo:

O figli di ‘Abdu ‘l-Muttalib! Io non conosco alcuna persona tra gli Arabi che si sia presentata al suo popolo con qualcosa di migliore di quello che vi porto io. Vi ho portato il bene di questo mondo e dell’altro, e mi è stato comandato dal Signore di chiamarvi a Lui. Di conseguenza, chi di voi mi sosterrà in questo ambito diventando così mio fratello (akhí), mio successore (wasiyyí) e mio califfo (khalifatí)?”

Era questa la prima volta che il Profeta (S) apertamente e pubblicamente chiamava i parenti ad accettarlo come Messaggero e Profeta di Allah; egli utilizzò anche le parole “akhí wa wasiyyí wa khalífatí – “mio fratello, mio successore, mio califfo”, per la persona che lo avrebbe aiutato in questa missione. Nessuno rispose; tutti arretrarono eccetto il più giovane di loro – ‘Ali bin Abí Tãlib (AS). Egli si alzò e disse: “Io sarò il tuo servitore, O Profeta di Dio.” Il Profeta (S) pose la sua mano sulla spalla di ‘Ali (AS) e disse:

Inna hadhã akhí wa wasiyyí wa khalífatí fíkum, fasma’û lahu wa atí’û – “In verità questo è mio fratello, mio successore e mio califfo tra voi; quindi, ascoltatelo ed obbeditegli”10.

Questa era la prima esplicita dichiarazione affinché i presenti comprendessero chiaramente la designazione di ‘Ali (AS). Alcuni di essi, tra cui Abu Lahab, scherzarono con Abu Talib dicendogli che suo nipote, Muhammad (S), gli aveva ordinato di ascoltare suo figlio ed obbedirgli! In conclusione, questo mostra che la designazione di ‘Ali bin Abí Tãlib (AS) era chiara ed esplicita, non meramente implicita.

Dopo questo avvenimento, il Profeta (S) mise in risalto in varie occasioni la questione dell’amare la sua Ahlul Bayt (Genti della casa), cercando la loro guida, ed indirizzando l’attenzione della gente allo speciale rango che essi avevano agli occhi di Dio e del Suo Messaggero. Infine, due mesi prima della sua morte, il Profeta (S) nominò chiaramente ‘Ali (AS) a Ghadir Khumm come la guida (tanto religiosa che politica) dei Musulmani. Egli disse: “Di chiunque io sono Mawla (guida), ‘Ali è suo Mawla.” E disse inoltre: “Vi lascio due cose preziose (thaqalain), finché vi atterrete ad entrambe non vi travierete: il Libro di Allah e la mia progenie.”11

Molto si è discusso e scritto su questi eventi. Il lettore può far riferimento ai seguenti lavori in inglese:

  • A Study on the Question of Al-Wilaya di Sayyid Muhammad Bãqir as-Sadr, tradotto da Dr. P. Haseltine. (Questo trattato fu inizialmente tradotto in India sotto l’appropriato titolo: “Shí’ism: the Natural Product of Islam”.)
  • The Origin of Shí’a and Its Principles di Muhammad Husayn Kãshiful Ghitã’.
  • Imamate: the Vicegerency of the Prophet di Sayyid Saeed Akhtar Rizvi.
  • Origins and Early Development of Shí’a Islam di S. Hussain M. Jafri.
  • The Right Path di Syed ‘Abdulhussein Sharafuddin al-Musawi.
  • The Meaning & Origin of Shí’ism” di Sayyid Saeed Akhtar Rizvi in The Right Path, vol.1 (Gennaio-Marzo 1993) # 3.12

Chiunque leggerà questi lavori noterà come l’inizio dell’Islam e dello Shi’ismo fu contemporaneo e che, come l’Islam, lo Shi’ismo fu un movimento religioso che abbracciava anche aspetti sociali e politici della società. Come ha scritto il Dott. Jafri:

Quando analizziamo le possibili differenti relazioni tra le credenze religiose e la costituzione politica nell’Islam, derivati l’uno dall’altro, troviamo le rivendicazioni e la tendenza dottrinale dei sostenitori di ‘Ali più inclini riguardo agli aspetti religiosi di quelli politici; sembra così paradossale che il partito le cui rivendicazioni erano basate su considerazioni principalmente spirituali e religiose, come esamineremo dettagliatamente adesso, vengano identificate come politiche nell’origine.” 13

E’ effettivamente impensabile che i famosi compagni del Profeta (S) come Salman al-Farsi e Abu Dharr al-Ghifari pensassero ad ‘Ali (AS) primariamente come guida politica, e solo dopo iniziarono a pensare a lui anche come guida religiosa.

Nel suo lavoro accademico, “Islamic Messianism”, il dotto sapiente identifica la guerra civile come l’inizio dello “Shi’ismo religioso”: “Dai primi giorni della guerra civile nel 656 A.C., alcuni Musulmani non hanno pensato alla questione della guida solo in termini politici, ma anche evidenziato l’aspetto religioso.”14

Ma nel suo articolo che venne presentato in un incontro comunitario e pubblicato da uno dei centri religiosi, egli colloca l’inizio dello Shi’ismo dal tempo di Ghadir Khumm. Scrive: “La proclamazione del Profeta in questa occasione diede vita a tensioni tra la guida ideale promossa attraverso la wilaya di Ali ibn Abi Talib e quella reale incalzata dalle forze umane a sopprimere gli obiettivi di Allah sulla terra.15

Questa dicotomia tra “l’accademico” ed “il credente” è sicuramente inquietante. Possa Allah Altissimo garantire a quanti operano nella fede, la fiducia di levarsi per il proprio credo in tutti gli incontri, con i vicini oltre che con gli estranei (fis sirri wa ‘l-‘alãniyya).

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4. Il nome “Shí’a”

Un seguace dell’Islam è conosciuto come “Musulmano”, mentre un Musulmano che crede nell’Imam ‘Ali (AS) come immediato successore e califfo del Profeta Muhammad (S) è indicato come “Shi’a”. Il termine “Shi’a” è un’abbreviazione di Shi’atu ‘Ali – seguace di ‘Ali (AS). I musulmani sono molto orgogliosi di essere affiliati al Profeta Abramo (AS), ed è giusto così. E’ anche un fatto noto tra i Musulmani che il Profeta Abramo (AS) stesso fu chiamato “Musulmano” da Allah Altissimo.

“Abramo non era né giudeo né nazareno, ma puro credente e musulmano. E non era uno degli associatori.” (3:67)

Quello che la gente non sa è che Allah Altissimo ha nominato il Profeta Ibrahim anche come “Shi’a”; certamente non “Shi’a” di ‘Ali ma “Shi’a” di Noè. Egli dice:

“Pace su Noè nel creato! Compensiamo così coloro che fanno il bene. In verità era uno dei Nostri servi devoti. Annegammo gli altri. In verità Abramo era certamente uno dei suoi seguaci (Shia)” (37:79-83)

Quindi coloro che si definiscono come “Musulmani” e “Shi’a” stanno seguendo la tradizione stabilita da Allah Altissimo, essendo definiti “seguaci” di pii credenti così come il Profeta Ibrahim (AS) venne indicato seguace del Profeta Noè (AS).


1 Il presente articolo costituisce il primo capitolo del libro “Shi’ism: Imamate and Wilayat” dell’Hojjatulislam Seyyed Muhammad Rizvi. Dell’autore, figlio del noto Allamah Seyyed Saeed Akhtar Rizvi, il gruppo di traduzione della nostra Associazione ha già stampato in italiano i seguenti libri: “Il Khums”, “Un’introduzione alla Shariah Islamica” e “Matrimonio e Morale nell’Islam”. Chiunque desideri riceverli può contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica o postale.

2 Questi scrittori rappresentano la corrente Salafita/Wahabita ed i loro scritti anti-Shi’iti sono stati distribuiti in tutto il mondo grazie ai petro-dollari di alcuni paesi del Vicino Oriente, specialmente dopo che le masse Sunnite iniziarono a trarre ispirazione dalla Rivoluzione dell’Iran che era guidata da Ulamà Shi’iti.

3Fajru ‘l-Islam”, pag. 33, come riportato e confutato da Muhammad Husayn Kashifu ‘l-Ghita, “Aslu ‘sh-Shi’a wa Usuluha” (Qum, Mu’assama al-Imam ‘Ali, 1415), pag. 140, 142; cfr. anche la successiva traduzione in inglese “The Shi’a Origin and Faith” (Karachi: Islamci Seminary, 1982).

4 Fazlur Rahman, “Islam” (Chicago: University of Chicago Press, 1976); pag. 171-172. Il testo dello studioso pakistano è stato per la prima volta pubblicato in italiano da “Il Saggiatore”, nel 1968. La stessa casa editrice ha curato la seconda edizione, apparsa nel 2003. (Nota del Traduttore)

5 Ibid., pag. 173.

6 Abdulaziz Abdulhussein Sachedina, “Islamic Messianism: The Idea of Mahdi in Twelver Shi’ism” (Albany: State University of New York, 1981), pag. 4. Il Dr. Sachedina ha studiato presso le Università di Aligarh (India), Mashhad (Iran) e Toronto. “Islamic Messianism” è la versione rivista della sua tesi di dottorato presentata all’Università di Toronto nel 1976.

7 Ibid., pag. 5.

8 Ibid., pag. 6.

9 Ibid., pag. 6.

10 Per le fonti di questo evento e relative discussioni, cfr. il capitolo “Self-Censorship in Muslim History” (presto disponibile in italiano), contenuto nel libro “Shi’ism: Imamate and Wilayat” da cui è tratto anche il presente capitolo.

11 Per maggiori discussioni sull’evento di Ghadir Khumm, cfr. il capitolo “Ghadír Khumm & the Orientalists” (di cui esiste una traduzione parziale in italiano) dello stesso autore. Per l’autenticità della versione di questo hadith (quella de “Il Libro di Allah e la mia progenie” in opposizione a “Il Libro di Allah e la mia Sunnah”), cfr. lo studioso Sunnita, Hasan bin ‘Ali as-Saqqaf, “The Book of Allah and What else?”, The Right Path, vol. 6 (# 3 e 4 – Ott. Dic. 1997) pag. 44-49.

12 A questa lista possiamo forse aggiungere anche “The Succession to Muhammad” di Wilferd Madelung, pubblicata nel 1997. Si tratta del primo studio di un sapiente occidentale di alta levatura ad aver riconosciuto che il califfato di Abu Bakr non fu unanime, e fu messo in discussione da ‘Ali bin Abi Talib (AS) e dai suoi seguaci. Questo è un passo in avanti tra gli studiosi occidentali/non musulmani che finora riconoscevano come dato di fatto la disputa Shia-Sunni iniziata solo dopo la guerra civile, vale a dire dopo la morte di ‘Uthman bin ‘Affan e durante la battaglia tra Imam ‘Ali (AS) e Mu’awiya.

13 S. Hussain M. Jafri “Origins and Early Development of Shi’a Islam” (London: Longmans, 1979), pag. 2.

14Islamic Messianism”, pag. 5.

15 Sachedina, “Wilaya of Imam Ali and its Theological-Juridical Implications for the Islamic Political Thought” in Ghadir (Toronto: Islamci Shi’a-‘Asheri Jamaat e NASIMCO, 1990), pag. 54.

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Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte

Writer : shervin | Comments Off on Origine della Shi’a: politica o religiosa? (S.M.Rizvi) Comments | Category : Dottrina , Storia Islamica

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